Sergio Dos Santos e le piramidi bosniache

Sergio si racconta: “sono un ricercatore indipendente e da alcuni anni, vado più volte l’anno in Bosnia dove ci sono le piramidi e le petrosfere, le sfere di pietra. La scienza ufficiale non ha ancora riconosciuto in modo ufficiale queste piramidi. Però, andando sul posto, ci si rende conto che ci sono delle verità che vengono celate. Si trovano a 30 km de Sarajevo.

Il complesso è formato da: la piramide del Sole (alta 220 m.), della Luna (alta 190 m.), del Drago (alta 90 m.), dell’Amore e il tempio di Madre Terra, oltre al tumulo di Vratnica e al labirinto di tunnel sotterranei Ravne.Tre piramidi sono disposte a 2,1 km l’una dall’altra, formando un triangolo equilatero. Se uniamo le piramidi bosniache con quelle di Giza in Egitto con quelle di Lugansk in Ucraina,formiamo un perfetto triangolo equilatero.Casualità? Non credo!

Sull’esterno della Piramide del Sole c’e’ un conglomerato non naturale, che ha delle performance migliori del cemento moderno. Dagli scavi sono emerse delle pavimentazioni antisismiche, con l’argilla che separa i vari strati sovrapposti. Sotto le piramidi c’è una enorme rete di tunnel.

All’interno dei tunnel sono stati rinvenuti dei monoliti artificiali. Il monolite K1 pesa 24 tonnellate: i monoliti sono fatti di una particolare ceramica con all’interno del quarzo, ed emanano una frequenza di 7,83 Hz esattamente come la risonanza elettromagnetica del pianeta Terra, meglio nota come risonanza Schumann.

Dentro i tunnel si respira a pieni polmoni, si arriva fino a 40.000 ioni negativi per centimetro cubo; se pensiamo che a Milano arriviamo a 500 ioni cm3, nei boschi 2.500/3.000, al mare circa 4.000…  Più ioni negativi ci sono nell’aria, più fa bene al nostro corpo. Dentro i tunnel delle piramidi bosniache, c’e’ energia salutare, indipendentemente dal fatto che siano naturali o artificiali! A 90 km dalle piramidi, troviamo le petrosfere. Anche qui, alcuni scienziati dicono che sono naturali, altri no”.

Sergio Di Sante, in arte Sergio Dos Santos, iniziò le sue ricerche negli anni ’80 quando, in Brasile, venne a contatto con riti afrobrasiliani. Studiando Allan Kardek breve fu il passo che lo portò alla sperimentazione della metafonia. Nel 2012 decide di trasferirsi nella solitudine dei boschi  della Transilvania dove trascorre tre anni a studiare e sperimentare molte di quelle materie del settore esoterico non riconosciute dalla scienza ufficiale. Qui comincia ad apprendere varie tecniche che poi finalizzerà al rientro in Italia.