Leonardo da Vinci, il suo genio sorprende ancora

Lo storico dell’arte milanese Luca Tomìo: “Isabella d’Aragona è la vera Monna Lisa, come la Cascata delle Marmore, in Umbria, è ritratta in un disegno fino ad oggi ‘posizionato’ in Toscana

Nel novembre 2016 su un quotidiano umbro apparve la notizia, subito ripresa dalla testate nazionali come Osservatore Romano e Corriere della Sera, relativa al fatto che secondo lo storico dell’arte milanese Luca Tomìo, nel primo disegno autografo conosciuto di Leonardo da Vinci, datato 5 agosto 1473 e conservato al Gabinetto dei Disegni e Stampe degli Uffizi, non fosse rappresentato un paesaggio toscano, bensì una parte ben precisa dell’Umbria meridionale, con la famosa Cascata delle Marmore, il borgo di Papigno e la Valle di Terni.

Tomìo alla Cascata con troupe RAI

A ventun anni Leonardo non si sarebbe trovato in Toscana, ma di passaggio in Umbria probabilmente proveniente da Roma. Una notizia shock, destinata a rivoluzionare gli studi sul Rinascimento italiano, avvalorata dal fatto che Tomìo avesse svolto le sue ricerche sotto l’egida scientifica di Cristina Acidini, soprintendente del Polo Museale Fiorentino; di Francesco Scoppola, direttore generale della ricerca scientifica del Mibact e del geologo Carmelo Petronio della Sapienza di Roma.

Luca Tomìo

Nonostante in quel lembo d’Italia chiamato “conca ternana” in pochi abbiano capito fin da subito la fondatezza e le opportunità di questa una scoperta, avvalorata anche da Vittorio Sgarbi grande conoscitore d’arte; Luca Tomìo ha proseguito i suoi studi estendendoli anche alla presenza di Leonardo da Vinci in Umbria nel 1503, quando al seguito di Cesare Borgia ipotizzò la regolamentazione del flusso del Tevere così come venne poi realizzato solo nel corso del ‘900. E in questo ulteriore studio Tomìo è stato sostenuto dagli Archivi di Stato di Terni e Rieti e dalla Società Cartografica Robero Almagià.

In questi giorni, è stato reso noto che sarà Perugia a coronare il lavoro di Tomìo, nel 2019, per il Cinquecentenario della morte del Genio, con una pubblicazione scientifica dell’editore universitario Morlacchi e con una mostra allestita alla Galleria Nazionale dell’Umbria in collaborazione con gli Uffizi. Tomìo si avvia anche a iniziare una nuova ricerca che si preannuncia come un vero terremoto: il personaggio ritratto nel quadro più famoso del mondo non sarebbe la Lisa del Giocondo sullo sfondo del paesaggio toscano della Valdichiana, bensì Isabella d’Aragona Sforza, duchessa di Milano, sullo sfondo dei paesaggi lombardi dell’Adda e delle Prealpi lombarde.

Nonostante il lavoro scientifico promosso da Perugia per il 2019 mi ripaghi delle lentezze che ho dovuto subire da parte di alcune istituzione ternane e umbre, spiega Tomìo, il solo accenno di questa scoperta inerente la Monna Lisa, ha attirato l’attenzione delle istituzioni milanesi e lombarde che sono sicuro troveranno modalità adeguate e tempestive per agevolare la conoscenza di questo dato storico straordinario, suffragato dall’inedita corretta analisi geomorfologica del paesaggio, agevolato dalle analisi spettrografiche eseguite sul quadro del Louvre e dalla perfetta pulitura della sua copia del Prado. In questo lavoro mi stanno coadiuvando Edo Brichetti, storico fondatore dell’Ecomuseo Leonardiano della Valle dell’Adda e Dario Parravicini, dirigente dell”Area Metropolitana di Milano, la cui sinergia è stata favorita da Don Pino, il battagliero parroco di Papigno che fin dall’inizio del mio lavoro in Umbria, insieme alla Diocesi di Terni, si è dimostrato fattivo e tenace nell’ indicare quale sia la strada per ridare verità e dignità ai luoghi che Leonardo ha disegnato in Umbria nel 1473. Papigno chiama Milano, l’Umbria chiama la Lombardia, all’insegna di Leonardo da Vinci e della ricerca storica, e scientifica, che prosegue”.